Tummy time: perché è importante il tempo a pancia in giù ed è ancora più prezioso nei neonati e nei bambini con sindrome di Klinefelter
Il tummy time – letteralmente “tempo a pancia in giù” – è il momento in cui il bambino, da sveglio e sotto la supervisione di un adulto, viene posizionato in decubito prono, cioè sdraiato sulla pancia. Si tratta di una semplice ma preziosa attività che sostiene lo sviluppo motorio, la forza muscolare e la consapevolezza corporea del neonato nei primi mesi di vita.
Negli ultimi decenni, dopo la raccomandazione di far dormire i neonati supini per ridurre il rischio di SIDS (morte improvvisa del lattante), i bambini trascorrono molto tempo a pancia in su. Questo ha aumentato i casi di plagiocefalia posizionale (appiattimento del cranio) e ridotto le occasioni di stimolo motorio precoce. Il tummy time serve proprio a bilanciare questa tendenza, offrendo al bambino un modo sicuro per rafforzare il corpo e sperimentare nuove posizioni.
Quando iniziare e quanto farlo
Il tummy time può iniziare già dai primi giorni di vita, per pochissimi minuti al giorno, quando il neonato è tranquillo, sveglio e non ha appena mangiato. All’inizio bastano 1-2 minuti per volta, ripetuti più volte al giorno. Con il passare delle settimane e la crescita della forza muscolare, la durata può aumentare gradualmente, fino ad arrivare, verso i 3-4 mesi, a 25-30 minuti complessivi al giorno, distribuiti in più momenti, e verso i 6 mesi, a circa 1 ora di tummy time al giorno.
L’importante è che l’esperienza sia piacevole, non forzata. Se il bambino protesta, basta tornare in posizione supina o prenderlo in braccio: l’obiettivo è creare un’abitudine positiva, non una “palestra” rigida.
Come proporlo: idee pratiche nella routine quotidiana
Il tummy time si può integrare facilmente nelle attività di accudimento:
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- Sul petto del genitore: sdraiandosi leggermente inclinati, con il bambino appoggiato pancia contro petto, ci si guarda negli occhi e si parla dolcemente. È un modo affettuoso e naturale di iniziare.
- Sul tappetino o coperta a terra: pochi minuti dopo il cambio o prima del bagnetto, su una superficie sicura e stabile. Evitate materiali soffici che rendono più difficile il mantenimento della posizione. Posiziona piccoli giochi colorati, uno specchio davanti al viso del bambino per stimolare la curiosità.
- Durante il gioco a terra: incoraggialo a sollevare la testa o ad allungare le braccia verso un sonaglio o un libro di stoffa.
- Se il neonato fatica a sollevare la testa, potete aiutarlo poggiando una mano sul suo fondoschiena.
- Scegliere momenti in cui il bambino è sveglio, vigile e non subito dopo la poppata per evitare rigurgiti.
- Su una palla da pilates grande, tenendolo bene per il torace: qui la possibilità di allenare e rinforzare i muscoli del collo e del dorso si bilancerà con la facilitazione della sfericità della palla.
TUMMY TIME E SINDROME DI KLINEFELTER
Il tummy time è utile per tutti i bambini, ma può essere particolarmente importante nei bambini con sindrome di Klinefelter. Infatti i nostri bambini possono presentare ipotonia muscolare e ritardo nello sviluppo motorio, questioni che rendono il tempo a pancia in giù un supporto prezioso per rafforzare la muscolatura. E’ inoltre riportato che i bambini con SK possano essere molto tranquilli e poco attivi, con conseguente rischio aumentato di plagiocefalia e maggior necessità di essere stimolati in maniera proattiva.
Il tummy time offre dunque un’occasione sicura per stimolare movimento, forza e controllo posturale.
Per i genitori può diventare uno strumento semplice ma fondamentale per sostenere lo sviluppo motorio del proprio bambino con sindrome di Klinefelter.
Un consiglio dallo scaffale: “Bianco e Nero” di Tana Hoban
Come già accennato, durante il momento del tummy time, un libro può essere di aiuto: “Bianco e Nero” di Tana Hoban riunisce in sé alcune caratteristiche particolarmente utili allo scopo.
Questo libro ha una struttura “a leporello”, cioè con una struttura che si apre a fisarmonica, e può essere posizionato in verticale davanti al visto del bambino, che si sentirà stimolato a sollevare il capo. Le figure sono in bianco e nero, adatte ai neonati che all’inizio non riconoscono i diversi colori. Inoltre, le immagini sono appartenenti alla sfera quotidiana del bambino (un bavaglino, un bottone…), stereotipate (quindi ben riconoscibili, meglio una classica sedia in legno che una sedia dal design moderno) e realistiche.
E’ un leporello abbastanza sottile, di 10 pagine, che, acquistandosi con pochi euro, può rappresentare un piccolo pensiero per un neonato. Non è mai troppo presto per regalare un libro a un bambino!
In sintesi
Il tummy time non è un esercizio tecnico, ma un momento quotidiano di scoperta e relazione. Aiuta il bambino a sviluppare il controllo del capo, la forza del tronco e la coordinazione necessaria per rotolare, sedersi e gattonare. Bastano pochi minuti al giorno, con costanza e serenità, per trasformarlo in un’esperienza utile e piacevole per entrambi, al fine di creare momenti significativi, sereni e adatti allo sviluppo individuale.
Il bambino con sindrome di Klinefelter, che può presentare problematiche connesse al tono muscolare e allo sviluppo psicomotorio in genere, può trarre benefici addizionali dalla pratica del tummy time, qualora i genitori siano disponibili ad informarsi circa la sua utilità e a praticarlo con costanza nella vita quotidiana del figlio.
a cura di Beatrice Sacconi – Consigliere dell’OdA di NASCERE KLINEFELTER – APS
e di Martina Curzi – Neuropsicomotricista, Coordinatore del Centro Attivamente (Roma)